Avevo paura del buio... prima che arrivasse la bolletta
LA BOLLETTA ELETTRICA: CONOSCERE CIÒ CHE SI PAGA
Comprendere la struttura della bolletta è di fondamentale importanza per sapere su quali voci possiamo intervenire ed evidenziare quali di queste paghiamo troppo salatamente. Soprattutto in prossimità della fine della stagione estiva ed invernale, la bolletta potrebbe diventare il nostro peggior nemico. Risulta perciò utile non cadere nelle trappole dei consumi e conoscere al meglio le voci di costo che vanno a comporre la nostra bolletta in modo da porre attenzione a cosa effettivamente ci viene fatturato. Le voci di costo connesse ad una bolletta fanno riferimento principalmente a due categorie di costo:
- Una componente fissa causata da diverse voci che paghiamo indipendentemente dai nostri consumi;
- Una componente variabile direttamente proporzionale ai nostri consumi.
Spesso dedichiamo troppa attenzione alla componente variabile, essendo il suo peso percentuale maggiore sul totale della spesa, dando per scontato che le componenti fisse, aventi incidenza minore, siano dovute a priori. In alcuni casi è bene rivedere le condizioni contrattuali con il nostro venditore di riferimento.
LE COMPONENTI
Vediamo ora le informazioni principali, sia di costo che di dati generali, riportate in bolletta:
- POD: il codice POD indica il punto di prelievo dell’elettricità andando ad individuare con precisione la posizione da cui l’energia elettrica viene prelevata dall’utente;
- Codice cliente: numero di riferimento dell’utenza assegnato dal fornitore;
- Intestatario: la persona fisica o giuridica firmataria del contratto in essere con il fornitore;
- Spesa per la materia prima energia: costo dell’energia elettrica, ovvero quanto spendiamo in base a quanto consumiamo, comprensivo di alcuni costi fissi;
- Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: costi inerenti al trasporto e alla manutenzione delle reti elettriche di distribuzione, nonché del contatore. In questa voce è compreso il costo della potenza impegnata contrattualmente, ovvero quella potenza che può raggiungere il contatore elettrico. In genere le utenze domestiche hanno una potenza impegnata pari a 3 kW con l’aggiunta del 10%, a meno di specifiche richieste dell’utente stesso;
- Oneri di sistema: costi a copertura di attività di interesse generale per il sistema elettrico;
- PCV: il prezzo di commercializzazione vendita (PCV) è costo in quota fissa, espresso in €/mese, presente nella bolletta;
- IVA e Accise: l’IVA viene applicata al costo complessivo del servizio, mentre l’accisa è una imposta indiretta sul consumo elettrico;
- Consumi reali / consumi stimati: i consumi calcolati nel periodo di riferimento della bolletta. Questi possono essere stimati rispetto ai tuoi consumi precedenti oppure rilevati tramite autolettura o telegestione. Nel caso in cui i consumi stimati differiscano dai consumi reali, nei mesi successivi la bolletta riporterà il cosiddetto conguaglio volto a pareggiare la spesa sostenuta rispetto al consumo effettivo.
I CONGUAGLI
Perché arrivano i conguagli? Ad oggi, le difficoltà di lettura del contatore sono legate alla separazione tra l’ente venditore e l’ente distributore ottenuta a seguito della liberalizzazione del mercato energetico: il venditore è colui che emette le fatture a nostro carico; il distributore è chi consegna l’energia elettrica. Inoltre, al distributore spetta anche la lettura dei consumi effettivi del contatore. Le mancate comunicazioni tra distributore e venditore sono la causa dei conguagli. Spesso le letture arrivano al venditore con mesi di ritardo e l’utente si ritrova a dover pagare bollette alte in una sola volta. Per questo è bene effettuare l’autolettura almeno 10 giorni prima dell’emissione della nuova bolletta: trasmettendo al proprio fornitore il numero cliente e i consumi rilevati dal contatore, è possibile evitare la maxi-bolletta e spalmare i costi dei propri consumi in maniera più uniforme.
IL DETTAGLIO DEI CONSUMI
La bolletta mostra inoltre i dettagli dei consumi. Il primo dato individuabile è il consumo degli ultimi 12 mesi espresso in kWh. In secondo luogo, viene riportato il consumo rilevato o stimato per fasce orarie F1. F2 ed F3. Grazie a questi dati, è possibile capire in quale fascia oraria l’utente ha il maggior consumo di energia elettrica. Le fasce orarie corrispondono a diversi prezzi dell’energia e dovrebbero incentivare l’utente a spostare i propri consumi nelle fasce più economiche, ad esempio utilizzando alcuni elettrodomestici (lavatrice, lavastoviglie) nelle ore non di punta. Perché sono state inserite le fasce orarie? La risposta sta tutto nel concetto di “domanda-offerta”: più è alta la domanda, maggiore sarà la spesa per produrre energia e, di conseguenza, maggiore sarà il prezzo da pagare per accedere alla fonte energetica.
